Costa e De Fornari, ecco i nuovi assessori esterni della giunta comunale. Ma in maggioranza c’è già chi rimpiange il manuale Cencelli

I due “esterni” presentati ieri dal vicesindaco facente funzioni sindaco Pietro Piciocchi. Le nomine hanno causato più di qualche mal di pancia nel centrodestra. De profundis per le liste civiche che sono passate da sindaco, vicesindaco e quattro assessori a vicesindaco facente funzione e un solo assessore “declassato” dall’incarico dal portafoglio pesante ai servizi sociali a quello alla cultura. A questi si aggiunge la poltrona ceduta già dal 2022 a Italia Viva

«Sono due persone che hanno una storia alle spalle, che hanno fatto cose importanti per questa città e hanno una reputazione unanimemente riconosciuta e che possono dare un contribuito importante in questi mesi all’amministrazione – ha spiegato il vicesindaco facente funzioni Pietro Piciocchi introducendo la presentazione – Lanciano un messaggio bellissimo quello del servizio civico, della spinta e della carica ideale che deve animare ciascuno di noi quando abbiamo l’onore di assumere incarichi pubblici».

All’assessore Enrico Costa sono state attribuite le deleghe ai servizi sociali, famiglia, giovani, terza età e disabilità. Genovese, 71 anni, sposato, due figli, laureato in Economia e commercio, lavora da 45 anni nel settore marittimo e ha un lungo impegno nel settore del sociale. È stato presidente della Fondazione Centro di Solidarietà Bianca Costa Bozzo Onlus sia del Centro di Solidarietà di Genova Coop. Soc., della Fondazione Opera CEIS Genova (già Associazione Centro di Solidarietà di Genova), CEIS Genova Impresa Sociale S.r.l. In particolare, si è dedicato ad affrontare i problemi legati all’emarginazione giovanile e specialmente per le dipendenze, incluso gli interventi specialistici per AIDS e co-morbilità psichiatrica, al disagio psichiatrico adolescenziale, alla accoglienza di minori e profughi e alle persone senza dimora; un focus particolare attenzione al reinserimento lavorativo.

Dal 2010 è vicepresidente della WFTC, NY, Federazione Mondiale delle Comunità Terapeutiche, che coordina l’intervento terapeutico nelle dipendenze di migliaia di comunità in tutto il mondo. Nel mondo sportivo, in particolare del ciclismo, è stato fino a pochi giorni fa, presidente dell’U. S. Pontedecimo Ciclismo A. D., società organizzatrice del Giro dell’Appennino. Si è dimesso da tutte le cariche. Mantiene la presidenza di UCID Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti.
«Ringrazio per la nomina il vicesindaco reggente Pietro Piciocchi, di cui ho piena fiducia, una fiducia coltivata con le varie opportunità di intervento in questi anni. Leggere il suo discorso di insediamento è stato ritrovarmi nelle sue parole, soprattutto quando ha condiviso i principi di Marco Bucci su coltivare il senso di appartenenza e di mettersi a disposizione per il bene comune; e quando poi parla di attenzione ai valori fondanti della città tra cui l’accoglienza e del senso di comunità. Con questo stesso spirito mi pongo nei confronti delle persone e delle istituzioni della città. Mi metto a disposizione in modo volontario così come fatto con il CEIS Genova. Volontario nel senso di spontaneo, di getto, di cuore e gratuito: una gratuità concreta rinunciando a qualsiasi emolumento per questo incarico e chiedendo di assegnare i relativi fondi a iniziative sociali di volta in volta individuate che non troverebbero altra copertura». Ha dichiarato l’assessore Costa. «Le priorità sono note e l’organizzazione comunale è stata perfettamente impostata dall’assessore Lorenza Rosso – ha aggiunto Costa – Di mio vorrei puntare sul coinvolgimento di tutta la comunità cittadina, non solo dell’organizzazione comunale e degli enti sociali o quelli riconducibili all’impegno degli enti religiosi ma anche di tutte le altre istituzioni, soprattutto sanità, giustizia e forze dell’ordine, e tutte le altre forze del mondo del lavoro, delle imprese, dello sport e del tempo libero».
Enrico Costa si occuperà nello specifico delle politiche di integrazione sociosanitaria, servizi sociali, distretti sociosanitari, politiche di sostegno alla famiglia e agenzia della famiglia, politiche per i giovani e promozione dei modelli positivi di aggregazione giovanile, sviluppo di politiche di prevenzione e contrasto dei fenomeni del disagio, della solitudine e delle dipendenze, politiche di sostegno alla terza età e relazioni con le organizzazioni sindacali dei pensionati, progettualità e sostegno a favore dei diversamente abili, tutela dei diritti delle fasce deboli, rapporti con il terzo settore e le organizzazioni di volontariato che operano nel sociale.
All’assessore Ferdinando De Fornari sono state attribuite le deleghe ai Lavori Pubblici, Grandi Opere strategiche, partenariati, manutenzione della città. «Ringrazio il vicesindaco reggente per la fiducia che ha voluto accordarmi – ha dichiarato l’assessore De Fornari – Tra le motivazioni che mi hanno indotto ad accettare questo delicato incarico c’è indubbiamente la grande sintonia e il quadro valoriale condivisi con Pietro Piciocchi, negli ultimi anni di intenso lavoro per la costruzione ed il coordinamento del Pnrr, oltre a tanti interventi di carattere strategico in tema di rigenerazione urbana.
Tra le motivazioni c’è l’indimenticabile esperienza che ho vissuto con oramai gli ex colleghi delle strutture organizzative comunali con i quali ho costruito un consolidato rapporto di stima e fiducia reciproca.

Avevo avuto occasione di condividere con Pietro Piciocchi alcune mie riflessioni su una visione di città capace di rimettere in moto importanti iniziative sul tema della rigenerazione di brani di tessuto urbano, intercettando centinaia di milioni di finanziamenti pubblici, in primis il Pnrr, che richiede ed esige però al contempo un’attenzione e una sensibilità rivolte al territorio, da perseguire in maniera diffusa, attraverso una estesa azione di manutenzione. Per fare ciò è mia intenzione innanzitutto dare impulso al lavoro già intrapreso dall’assessore Avvenente con il quale ho lavorato a stretto contatto, confrontandomi con i presidenti dei municipi per impegnarci sinergicamente in un’azione di ascolto e confronto con le realtà territoriali. Già ieri ho svolto alcune riunioni dedicate a queste tematiche. È mio intendimento mettermi a servizio della città garantendo presenza, ascolto e risposte concrete».
Architetto genovese, oggi in pensione (da pochi giorni), De Fornari ha una lunga carriera alle spalle all’interno del Comune di Genova: direttore d’area infrastrutture opere pubbliche, si è occupato del coordinamento delle attività di programmazione, progettazione e realizzazione di opere pubbliche e degli interventi manutentivi straordinari. Responsabile del Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza per gli interventi in capo all’Area Infrastrutture Opere Pubbliche. È stato referente presso gli enti territoriali presso Autostrade, RFI e Autorità di Sistema Portuale, competenti per la realizzazione di opere strategiche infrastrutturali. Ha seguito il coordinamento e la direzione lavori del Waterfront di Levante. Si occuperà nello specifico di formulazione e attuazione del Piano triennale delle opere pubbliche, compresi gli interventi del patrimonio comunale, istituzionale, scolastico e abitativo, sistemazione idrogeologica per la salvaguardia ambientale e di difesa della costa. Inoltre, si occuperà del coordinamento, gestione e attuazione del Pnrr, delle opere strategiche infrastrutturali e di mobilità sostenibile, cura e manutenzione dei parchi, giardini e verde pubblico, sviluppo delle manutenzioni articolate sul territorio e riqualificazione dell’arredo urbano, coordinamento del programma per l’abbattimento delle barriere architettoniche e dell’indirizzo operativo di Aster.
Il manuale Cencelli, i mal di pancia a destra e le liste civiche in dissolvimento
I due tecnici esterni, sicuramente competenti, sono chiamati a governare due aree strategiche dell’amministrazione comunale. Il tutto nell’ottica di recuperare consensi per le prossime elezioni dopo da debacle del centrodestra alle regionali nel territorio di Genova. E nonostante che uno dei problemi della perdita di consensi sia stata proprio l’applicazione del manuale Cencelli da parte di Bucci, con la pedissequa accettazione delle persone indicate dai partiti e non sempre capaci di governare al meglio le rispettive competenze (cosa che non era avvenuta o, almeno, non nelle stesse proporzioni nel primo mandato), c’è persino chi si lamenta del fatto che il vicesindaco facente funzione abbia scelto la competenza e non i nomi suggeriti dalla maggioranza. Il capogruppo della Lega Federico Bertorello ha dichiarato a “La Repubblica” la sua «perplessità sulla nomina dei due assessori esterni che non hanno mai fatto politica attiva».
Per Paolo Gozzi, ex capogruppo e consigliere di Vince Genova, invece, i due assessori «alzano il livello». Lo ha dichiarato a “La Repubblica”. Gozzi, contestualmente, denuncia che l’esperienza delle liste civiche sarebbe fallita perché due assessori, Francesco Maresca e Marta Brusoni sono passati in partiti tradizionali senza che questo abbia influito sugli equilibri di giunta. I due erano stati eletti con la Lista Toti e sono finiti il primo in Fratelli d’Italia e la seconda nella Lega. Le liste civiche, oltre ad aver di fatto ceduto alla Lega il loro peso elettorale. Le liste civiche, che in Regione che hanno preso il 30% dei voti della maggioranza hanno ottenuto solo il 14,2% delle poltrone assessorili (di fatto solo un assessorato è andato alle civiche, quello a cui è stato confermato Giacomo Giampedrone, fedelissimo di Toti). Al contrario, la Lega, che ha preso il 16,94 dei voti della maggioranza, ha portato a casa il 28,5 delle poltrone: 2 su 7, con l’impegna a salire a 3 nel caso in cui un provvedimento di legge nazionale che autorizzi a nominare altri due e assessori.
A Tursi è andata, se possibile, ancora peggio. Vince Genova aveva, oltre al presidente del Consiglio Comunale, sindaco, vicesindaco, e due assessori, in calo di uno rispetto al primo mandato perché una poltrona era andata a Mauro Avvenente di Italia Viva, ma con l’acquisizione del posto di vicesindaco che prima era toccato a Fratelli d’Italia. In più c’erano i due assessori della Lista Toti. L’ormai ex sindaco Marco Bucci è diventato presidente della Regione, l’ex assessore ad Ambiente e trasporti Matteo Campora è diventato consigliere regionale e si è dovuto dimettere a causa dell’incompatibilità. A sostituire in giunta le due figure civiche della lista di Bucci sono, appunto, i due tecnici Costa e De Fornari. Restano di fatto Piciocchi e Lorenza Rosso, traslocata, però, dall’assessorato pesante del Sociale a quello della Cultura, con un portafoglio che durante la seconda giunta Bucci è stato più risicato rispetto alle iniziative dei cinque anni precedenti e che nei prossimi mesi, 6 al massimo, quelli che separano dalle elezioni comunali, certo non vedranno investimenti straordinari, anche perché Piciocchi sembra aver capito che a fare acqua (quantomeno sotto il profilo del consenso) sono state soprattutto le manutenzioni e gli interventi sul territorio che i cittadini reclamano a gran voce e si può quindi presumere che molti fondi andranno in quella direzione. A completare il quadro c’è il passaggio dei due assessori totani nei partito tradizionali. Di fatto, le civiche sono passate da sei a due incarichi, di cui uno pesante (appunto quello del vice sindaco facente funzione) e l’altro notevolmente alleggerito. Nell’aria c’è il passaggio di altri consiglieri comunali civici nei partiti. «Il messaggio che stiamo mandando – ha detto Gozzi a “La Repubblica” – è che le liste civiche sono di fatto poco più che comitati elettorali»: prendono voti per poi regalare ai partiti la vittoria e, in un modo o nell’altro, le poltrone. Proprio questo, col pallottoliere in mano, è successo.


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